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Stufa di lavorare da casa ho scoperto Dinamo coworking.

Basta lavorare da casa! I hate home working 🙁

Stanca ormai di lavorare da casa senza vedere nessuno e dopo essere diventata parte integrante delle pareti sono approdata in questo coworking un giorno di febbraio, bianca e senza energie. L’home working mi toglieva fantasia.

Così parlando tra me e me mi son detta “Basta! Mi sto appiattendo, sono una social media manager e copywriter, il mio è un lavoro creativo che ha bisogno di alimentarsi e per farlo c’è bisogno di energia! Ho bisogno di uscire da questo monolocale monoenergia e mononeurone ormai! Provo il coworking. Senza pensieri se non quello di pagare la mia postazione, provo ad investire per qualche mese, mal che vada si torna a lavorare tra queste quattro mura!”

Digito su Google e vado dritta spedita su questo nuovo nome, mai sentito prima – in fondo a Pescara si sa quali sono i coworking e io già sapevo cosa non volevo.

Dinamo coworking Pescara, chiamo subito, le riflessioni le avrei fatte dopo aver visto lo spazio. E, non lo nego, dopo aver trattato il prezzo. Che faccia da schiaffi, non potevo immaginare che quello non era trattare per avere in cambio dei semplici servizi. Sono andata lì e tutto quello che ruotava intorno ad accordi, fatture e bonifici, si è trasformato in forza creativa, scambio e crescita professionale ed umana. Difatti eccomi qui a poter scrivere anche per Dinamo!

Trovato l’accordo, ho cominciato da subito a dare i miei feedback, gran parte dei quali positivi, e a muovere delle critiche sempre e solo costruttive utili a potenziare e migliorare il servizio offerto. Il progetto di Nicola ha qualcosa che ad oggi si fa fatica anche a spiegare a parole. Esce leggermente da tutti gli schemi incontrati fino ad ora a Pescara: d’impatto può sembrare uno spazio piccolo, anche un po’ asettico, tutto bianco e luminoso, ma all’interno hai la possibilità di entrare in contatto con persone così diverse tra loro che non si può che uscirne arricchiti e colorati! 

Come è cambiato in pochi mesi il mio ambiente di lavoro.

Sono bastati pochi mesi per fare di Dinamo una fucina di idee nate tra persone sconosciute, professionisti in erba, professionisti con esperienze pazzesche e figure mitologiche come i criptocoworker. Con un caffè o una sigaretta o una semplice boccata d’aria spesso si accende la scintilla tra le teste che ruotano sulle sedie scelte con grande cura da Nicola. Anche se qualcuno preferisce le sedute di plastica da 5 euro dell’Ikea, inspiegabile!

Dinamo sprigiona l’energia che il suo nome forgia, esce fuori dal pittogramma che lo rappresenta – un uovo alieno che si rompe.  Nasce il nuovo, nascono nuove sinergie, il mio network si allarga, comincia ad esserci fiducia, tanta fiducia, iniziano le prime collaborazioni, i primi progetti entusiasmanti.

Bisogna entrare e vivere questo spazio per capirne l’energia dinamica, Dinamo, logo semplice e pulito, come l’ambiente che rappresenta, un coworking.  Un punto nell’universo che si fa luce dove meno ci se lo aspetta. Tutto bianco, minimale e funzionale, non manca nulla; al massimo manca una vera e propria sala relax, tuttavia questo non limita le potenzialità di questo locale. 

Design funzionale di un coworking minimale.

Il bianco asettico prende forma con le persone, Dinamo è uno spazio bianco su cui fissare le idee, serve a non inquinare le immagini mentali che saltano da una testa all’altra. Aiuta e non spaventa.

Dinamo ospita chi non ha paura di rinunciare un po ‘ alla sua privacy perché non ha porte e non ha divisori se non il vetro della sala riunioni che comunque permette di vedere cosa sta accadendo all’interno. Il perché? Nicola è stato molto chiaro sulla sua scelta: “la mancanza di privacy sul luogo di lavoro favorisce le relazioni tra chi condivide lo spazio”. La privacy non serve quando chi lavora è aperto al confronto e alle possibilità che possono nascere da esso. Come coworking si può dire che è un esperimento sociale riuscito.

Dinamo, il valore delle relazioni.

Nicola è vitale, ci rende continuamente partecipe tutt* delle sue idee, da quelle più strambe a quelle irrealizzabili, perché si sa, sognare non costa nulla, tuttavia contro ogni aspettativa porta tanta ricchezza.

Dinamo incarna perfettamente il significato di coworking, uno spazio condiviso dove convergono competenze, talenti, collaborazioni e nuove avventure. Aprirsi agli altri, mettere in campo le proprie potenzialità crea un’energia costruttiva che innesca un movimento virtuoso per un miglior futuro lavorativo.

Gianna Palucci

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